Riprendendo il concetto di psicoterapia come relazione tra due esseri umani che collaborano per la gestione e la risoluzione di una richiesta terapeutica, un aspetto fondamentale riguarda gli strumenti utilizzati dal clinico nella conduzione del lavoro.

Alcuni sono strumenti tecnici, riguardano la conoscenza e l’utilizzo di procedure di intervento che discendono da modelli teorici appresi durante la formazione.

Altri sono strumenti imparati nella pratica, esperienze simili che portano a compiere associazioni di significato e ad interpretare le situazioni cliniche sulla base di quanto già visto in terapie precedenti.

Altri ancora, e sono i più importanti, riguardano l’assetto emotivo del terapeuta, il suo repertorio di vissuti personali, la capacità di utilizzare se stesso come elemento del lavoro clinico.

 

Cosa significa?

 

Il terapeuta è un essere umano, ha una sua personalità, un suo carattere. E’ impossibile pensare che nella relazione con il paziente possa dimenticare tutto ciò che è o addirittura anestetizzarsi per non provare alcuna reazione emotiva. Il terapeuta risuona insieme al paziente, ciò che il paziente dice o vive in terapia può riattivare nel terapeuta una quantità notevole di percezioni soggettive, ricordi, immagini provenienti dalla sua esperienza di vita. Il terapeuta inoltre ha un proprio sistema di valori, una propria rappresentazione del mondo; possiede una concezione personale degli eventi e delle relazioni, nonché un repertorio di opinioni e convinzioni che possono riguardare temi etici, politici, religiosi. Il terapeuta ha una propria sensibilità, può avere delle vulnerabilità o delle ferite che appartengono alla sua esperienza di essere umano; ha un proprio temperamento, può essere più indulgente o più deciso, saper accogliere con un atteggiamento che trasmette calore oppure presentarsi in modo più austero, più neutro. Tutto questo dipende da com’è il terapeuta come persona, non come professionista.

 

Nella formazione del terapeuta un ruolo fondamentale è svolto dalla terapia personale, che lo aiuta a lavorare su di sé per individuare eventuali nodi problematici nel proprio modo di relazionarsi gli altri; la terapia personale aiuta il terapeuta ad affrontare eventuali emozioni dolorose della sua vita che possono influenzare il suo modo di percepire i vissuti dei pazienti. Spesso nel lavoro coi pazienti si generano dinamiche complesse, il terapeuta può venire attaccato, svalutato, persino manipolato, oppure al contrario fatto oggetto di idealizzazioni, tentativi di seduzione emotiva. In generale il terapeuta riceve dai pazienti una responsabilità importante, che a volte è mitigata dalla consapevolezza del paziente circa il proprio ruolo attivo nella terapia, mentre in altri casi – quando il paziente semplicemente si affida al terapeuta consegnandoli una richiesta di guarigione quasi magica – può diventare soverchiante. Per poter riconoscere tali dinamiche, metterle al centro del lavoro terapeutico e inserirle consapevolmente nel percorso di cambiamento da intraprendere insieme al paziente, il terapeuta ha bisogno di conoscere molto bene se stesso, le proprie reazioni, il proprio modo di risuonare emotivamente. E’ necessario che sappia costruire e mantenere un confine per non essere invaso dal materiale emotivo del paziente; confine non significa barriera, è essenziale che nella relazione terapeutica ci siano vicinanza ed empatia, ma allo stesso tempo se il terapeuta non riconosce e non distingue il proprio materiale emotivo da quello del paziente la terapia diventa confusa e priva di reali prospettive di cambiamento.

 

Per questa ragione la formazione del terapeuta non è solo teorica e tecnica ma anche e soprattutto personale, legata all’integrazione dei suoi vissuti soggettivi all’interno di un quadro coerente e consapevole che possa essere utilizzato come strumento di intervento.

Chi volesse ricevere maggiori informazioni per intraprendere una psicoterapia può contattare il Dott. Gianluca Frazzoni Psicologo Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, chiamando il numero 340/1874411 o scrivendo all’indirizzo email info@psicoterapiaemilano.it, e fissare un primo consulto gratuito presso lo studio di Milano.

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