L’ansia è un’emozione, non una malattiaQuesto significa che:

 

  • non è un disturbo medico;
  • non è una condizione fisica incontrollabile;
  • nasce da fattori psicologici riconoscibili;
  • può essere gestita attraverso la consapevolezza.


Al pari delle altre emozioni l’ansia è:

  • collegata a dei pensieri, sia consci sia inconsapevoli;
  • collegata ad uno stato fisico generale e a sensazioni somatiche più specifiche;
  • fonte di informazioni che possiamo utilizzare.


Quest’ultimo aspetto si rivela decisivo nella terapia dell’ansia. Quando ci sentiamo in ansia infatti, tendiamo a pensare che stia per succedere qualcosa di brutto e questo pensiero aumenta l’attivazione emotiva e fisica. In realtà, percepire uno stato ansioso ci indica che stanno accadendo altre cose, per esempio:

siamo di fronte ad una situazione che non riusciamo a controllare;
è cresciuto il livello di imprevedibilità del contesto;
ci sentiamo vulnerabili;
non ci piace l’incertezza in cui ci troviamo.

Questi elementi non sono la causa diretta delle conseguenze negative che temiamo possano verificarsi; essi ci dicono qualcosa che riguarda noi, l’ambiente esterno non c’entra. O almeno non nella misura in cui crediamo. Se un evento è imprevedibile significa che può avere un esito sia negativo sia positivo; una situazione incerta può evolversi a nostro danno ma anche a nostro favore, oppure in modo neutro. E l’impatto delle conseguenze può essere meno significativo di quanto immaginiamo. L’ansia ci comunica poco delle caratteristiche oggettive della realtà, piuttosto descrive le nostre paure irrazionali, i punti deboli che siamo convinti di avere. L’ansia può diventare una fonte di informazioni e orientare la nostra attenzione verso le modalità soggettive con cui ci rapportiamo al mondo. Se riesce ad accogliere questa prospettiva, il paziente ansioso si accorge che l’ambiente è meno pericoloso ed è possibile una terapia centrata sulle emozioni, sul patrimonio personale di esperienze che lo accompagna nel corso dell’intera esistenza. In questo modol’individuo può riprendere possesso di sé, non sono più gli eventi esterni a determinare le sue condizioni psicologiche bensì l’approccio con cui li affronta, secondo un meccanismo applicabile a quasi tutte le situazioni. Avere a che fare con un’emozione interna, per quanto sgradevole, rappresenta un fattore di cambiamento poiché ciò che accade intorno a noi non sempre è modificabile mentre le sensazioni che siamo noi stessi ad esprimere, e che in definitiva sono responsabili del nostro equilibrio psicologico, possono evolversi in una direzione diversa se riusciamo ad agire sugli schemi che le hanno prodotte. Il primo passo è ascoltare l’ansia, ascoltare quello che ci comunica per iniziare su quei contenuti un lavoro di psicoterapia.

Chi volesse ricevere maggiori informazioni per intraprendere una terapia dell’ansia può contattare il Dott. Gianluca Frazzoni Psicologo Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, chiamando il numero 340/1874411 o scrivendo all’indirizzo email info@psicoterapiaemilano.it, e fissare un primo consulto gratuito in uno degli studi di Milano.
L’ansia, un modo per conoscersi
5 (100%) 1 vote