L’esposizione nella terapia del Doc

L’esposizione è una delle tecniche più utilizzate nella psicoterapia cognitivo-comportamentale dei disturbi d’ansia in generale e del Disturbo Ossessivo-Compulsivo in particolare. Essa consiste nel concordare insieme al paziente una serie di situazioni nelle quali dovrà mettersi alla prova per riuscire a tollerare l’ansia. L’esposizione viene preceduta da un lavoro terapeutico che prepara il paziente dal punto di vista emotivo e cognitivo, fornendogli gli strumenti per comprendere e affrontare i sintomi ansiosi. Vengono esaminati gli schemi mentali che hanno prodotto e rinforzato l’ansia, le caratteristiche della personalità del paziente, le dinamiche emotive del presente e del passato che sono sfociate nelle emozioni ansiose oggetto della psicoterapia.

A coronamento di questo lavoro il paziente stabilisce quali possono essere le situazioni più ansiogene e quelle più tollerabili; partendo da queste ultime e salendo di intensità, le esposizioni lo pongono a contatto con l’ansia e lo aiutano a compiere una sorta di rieducazione del corpo e della mente. L’ansia è innanzitutto un’emozione fisica, i suoi sintomi vengono percepiti a livello somatico; ciò che accade nei pazienti ansiosi è l’instaurarsi di un circolo vizioso per il quale il corpo va in allarme prima ancora di essere a contatto con lo stimolo che lo spaventa. Come se avesse imparato di cosa deve aver paura, il corpo precede la mente e i pensieri trasmettendo al paziente la sensazione fisica di essere spaventato prima che la coscienza razionale possa elaborare dal punto di vista cognitivo le informazioni dell’ambiente. Per questa ragione è necessario trattare l’ansia nelle sue componenti somatiche e nei significati più intimamente legati al corpo; l’esposizione è un’ottima tecnica perché coinvolge non tanto l’elaborazione astratta dei contenuti mentali quanto piuttosto la capacità del corpo di adattarsi a esperienze temute riconoscendo l’assenza di un reale pericolo. Il corpo si abitua a non allarmarsi più e questo risultato viene reso possibile dallo “stare” con un’ansia sopportabile immagazzinando la sensazione percettiva di controllo e governabilità.

E’ importante che le esposizioni seguano una gradualità, non costringano il paziente ad affrontare prove o contesti per i quali non è ancora pronto facendo accrescere l’ansia proprio a causa del fallimento dell’esposizione. L’ansia può implicare difficoltà di autostima, senso di inadeguatezza e fragilità, la convinzione che i propri sintomi siano ingiustificabili e rappresentino il fallimento del desiderio di essere forti, sicuri, capaci. L’esposizione ha anche la finalità di mostrare al paziente come i suoi sintomi possano essere normalizzati, spiegati secondo i principi di funzionamento della mente umana, accostati a quelli di qualunque altra persona che in quanto essere umano può condividere le medesime sofferenze.

Ogni livello dell’esposizione dev’essere superato e stabilizzato prima di passare a esperienze più complesse, allo scopo di consolidare i progressi raggiunti e integrarli nel funzionamento della personalità. Se condotte in modo ben orientato le esposizioni aiutato il paziente a mettere in discussione gli automatismi che hanno causato l’ansia; generalmente si tratta di automatismi di natura somatica, il corpo ha associato ad alcuni stimoli ambientali o emotivi un valore di pericolosità che non riesce a reggere non essendo stato abituato a regolare le emozioni dall’interno. Le esposizioni hanno la funzione di facilitare i meccanismi di autoregolazione: il nostro corpo ha gli strumenti per fronteggiare l’attivazione emotiva, a patto che venga accompagnato gradualmente a superare i blocchi provocati dalle esperienze passate.

L’esposizione è fra le tecniche più usate nella terapia del Disturbo Ossessivo-Compulsivo e consiste nel porre il paziente a contatto con esperienze temute, verificando come l’ansia sia in realtà gestibile e superabile.

Chi volesse ricevere maggiori informazioni per intraprendere una psicoterapia del Disturbo Ossessivo-Compulsivo può contattare il Dott. Gianluca Frazzoni Psicologo Psicoterapeuta, chiamando il numero 340/1874411 o scrivendo all’indirizzo email info@psicoterapiaemilano.it, e fissare un primo consulto gratuito presso lo studio di Milano.

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