Non è raro affrontare in terapia la presenza di schemi mentali ed emotivi che rinforzano i pensieri intrusivi sull’omosessualità rendendoli particolarmente complessi. Uno di questi schemi riguarda l’identità maschile e femminile.

Esistono comportamenti da uomo e da donna?

Ci sono caratteristiche di personalità maschili e femminili?

Possiamo individuare caratteri mascolini e caratteri femminei?

La discussione sull’argomento sarebbe pressoché infinita. Ciò che in un contesto di psicoterapia ci serve evidenziare è l’influenza di tali schemi sulle ossessioni legate alla possibile scoperta dell’omosessualità. Spesso infatti i diversi orientamenti sessuali vengono associati a caratteristiche di personalità che dovrebbero definire l’appartenenza al maschile e al femminile, intendendo l’omosessualità – ed è questo il punto dirimente – come un orientamento che diminuisce i caratteri maschili e rinforza quelli femminili. Nella prospettiva, per esempio, di un maschio eterosessuale che viene assalito dalla fantasia intrusiva di poter essere gay, l’omosessualità non è un normale orientamento sessuale ben distinto dall’identità biologica – un uomo omosessuale è un uomo, come una donna omosessuale è una donna – e anche dall’identità di genere – un uomo omosessuale si rappresenta e si percepisce come uomo, una donna omosessuale si rappresenta e si percepisce come donna -, bensì viene immaginata come una trasformazione del genere sessuale.

E’ utile quindi rimarcarlo:

  • un uomo omosessuale non subisce una de-generazione, non diventa altro da sé;
  • una donna omosessuale non subisce una de-generazione, non diventa altro da sé.

Accade invece che le caratteristiche di personalità culturalmente associate alla donna, la sensibilità emotiva, la cura degli affetti, la delicatezza nell’esprimere emozioni divengano, nella prospettiva dei pensieri ossessivi, il segnale di una presunta omosessualità. Come se per un uomo l’omosessualità significasse diventare donna, e le caratteristiche appena citate non potessero appartenere a un uomo.

Nella psicoterapia delle ossessioni è fondamentale trattare questo punto, poiché le fantasie intrusive si nutrono talvolta di schemi appresi, convinzioni preconcette, idee sull’essere uomo e l’essere donna che sostanzialmente costituiscono dei pregiudizi. Soprattutto, la concezione dell’omosessualità come condizione che fa essere un uomo meno uomo. In quest’ottica, ogni elemento che non può essere ricondotto alle categorie classiche del maschile diventa sospetto: un uomo che non si sente sempre attratto da tutte le donne, che non avverte un desiderio sessuale inarrestabile come invece dovrebbe avere secondo l’immaginario comune, un uomo sensibile ed emotivamente complesso, diverso dall’immagine stereotipata del maschio concreto e semplice, potrebbe interpretare queste caratteristiche come segni di una femminilità che può manifestarsi anche sul piano sessuale. Se l’omosessualità non viene considerata un normale orientamento sessuale che appartiene agli uomini e alle donne e non li rende diversi da ciò che sono sempre stati, l’equivalenza tra caratteristiche femminili, essere femmina ed essere omosessuale è presto data.

Chi volesse ricevere maggiori informazioni per intraprendere una psicoterapia può contattare il Dott. Gianluca Frazzoni Psicologo Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, chiamando il numero 340/1874411 o scrivendo all’indirizzo email info@psicoterapiaemilano.it, e fissare un primo colloquio gratuito presso lo studio di Milano.

Omosessuale, uomo, donna
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