La psicoterapia cognitivo-comportamentale funziona perché:

1. Affronta in primo luogo il sintomo attuale del paziente. La convinzione di base è che non sia possibile esplorare temi psicologici più profondi, ad esempio quelli che riguardano il passato e la storia personale, se il paziente non ha prima raggiunto un miglioramento delle proprie condizioni emotive nel tempo presente, nella vita quotidiana.

2. E’ una terapia collaborativa in cui gli obiettivi vengono stabiliti insieme; in alcuni casi il terapeuta interviene sul sintomo che provoca sofferenza psicologica, in altri estende il lavoro per aiutare il paziente a raggiungere un’accurata conoscenza di sé, ma in entrambe le situazioni è il paziente a comunicare cosa sente di voler ottenere. Gli obiettivi possono essere modificati, rinegoziati, non esistono percorsi predefiniti e questo consente di modulare la terapia sulle richieste e sui bisogni del paziente.

3. Permette di risolvere sia problematiche complesse sia questioni concrete. Il benessere psicologico di un individuo non passa solo attraverso la scoperta o il riconoscimento dei più sottili meccanismi di funzionamento della mente, bensì anche dalla risoluzione di piccoli problemi quotidiani. Il terapeuta non interviene per suggerire al paziente quali decisioni prendere – è un terapeuta, non il depositario della verità – ma accompagna il paziente in un percorso che lo rende più efficace quando è chiamato ad affrontare i dilemmi o le scelte dell’esperienza concreta.

4. La psicoterapia cognitivo-comportamentale promuove l’autonomia. Potenziando o attivando risorse che in passato non erano state riconosciute e utilizzate, la terapia cognitivo-comportamentale fornisce al paziente gli strumenti per essere emotivamente autonomo, rinforzare la propria identità e la propria autostima; ne deriva un circolo virtuoso in cui il paziente è in grado sia di superare le problematiche che l’hanno indotto a chiedere aiuto sia di affrontare situazioni nuove senza dipendere dal sostegno di altri.

5. La psicoterapia è un processo creativo. Il paziente, non venendo istruito passivamente dal terapeuta ma potendo modellare su di sé il lavoro clinico, riesce ad accedere agli strumenti che già gli appartenevano e che si erano bloccati, trasformandoli in qualcosa di diverso che continua a essere suo. Il paziente non impara a stare meglio, bensì scopre, riscopre e inventa creativamente ciò che lo fa stare bene.

 
Chi volesse ricevere maggiori informazioni per intraprendere una psicoterapia può contattare il Dott. Gianluca Frazzoni Psicologo Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e fissare un primo consulto gratuito in uno degli studi di Milano.
Vota Questo Articolo